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da La Stampa del 21/04/2011 

La scure dei tagli si abbatte sul futuro del Maria Adelaide Ospedale a rischio chiusura, ieri presidio di medici e dipendenti

ALESSANDRO MONDO
torino

Presidio di medici, infermieri e personale paramedico al Maria Adelaide per fare il punto con i sindacati sul futuro dell’ospedale. Comune la preoccupazione per la volontà della giunta regionale di chiudere una struttura nata nel 1872, importante per la qualità e la quantità della sua attività. Stando ai dipendenti, la decisione - contenuta nel piano di rientro del debito sanitario predisposto dalla Regione - è stata confermata in recenti incontri con i responsabili dell'Asl.

Allarme ribadito ieri mattina a Palazzo Lascaris da Nino Boeti, consigliere regionale del Pd e medico proprio al Maria Adelaide: lo stesso che nel pomeriggio ha incontrato il personale: «In questo ospedale si lavora molto e bene, ne convengono medici e sindacati. Non si può pensare di risanare il bilancio tagliando strutture efficienti, capaci di annullare le liste di attesa per la protesi d'anca e di ginocchio». A proposito: ieri, presso la Conferenza Stato-Regioni, è stato definito il riparto del fondo sanitario 2011. Al Piemonte spettano 7miliardi 898 milioni 677mila euro, 122 milioni in più rispetto all'anno precedente. Soddisfatta l’assessore alla Sanità Caterina Ferrero: «La Regione potrà contare su risorse in linea con le previsioni del piano di rientro».

Tornando al Maria Adelaide, e alla denuncia di Boeti, in assessorato si parla senza mezzi termini di «strumentalizzazione in chiave elettorale». Che il futuro dell’ospedale vada ripensato, però, lo ammette la stessa Ferrero: «Il punto non è la chiusura ma la valutazione di una struttura dove, a fronte di interventi chirurgici complessi, manca la rianimazione. Senza considerare i 20 milioni necessari per la messa a norma». Morale? «Stiamo considerando come organizzare un buon servizio integrato con il Cto». Di più non è dato sapere. Allarme anche per la chiusura definitiva dell'Ambulatorio di Pediatria del Giovanni Bosco: in questo caso a chiedere spiegazioni è Andrea Stara (Insieme per Bresso).

 

 

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