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Comunicato stampa

Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte

Unità Spinale Unipolare addio?… 

L'Unità Spinale Unipolare (USU) è l'unica garanzia per chi ha subito un trauma midollare di aver salva la vita e di recuperare, o comunque di non perdere, ogni sua funzionalità residua. 

Questo perché l'Unità Spinale Unipolare realizza la presa in carico completa e continuativa della persona con lesione midollare: a fronte di una domanda in crescita espressa da un numero consistente di persone, è necessario garantire piena funzionalità ad un insieme di servizi tra loro fortemente coordinati, quali sono un dipartimento di emergenza, una chirurgia vertebrale, una fisiatria, una neurourologia, una medicina interna, una chirurgia plastica, ma anche una assistenza sociale, una assistenza psicologica, una ergoterapia, tutti dedicati alla cura della persona con lesione midollare; deve inoltre essere garantito ogni altro intervento utile a prevenire e curare le complicanze che accompagnano la vita di un mieloleso. 

Le molteplici professioni, specializzate per la cura della lesione al midollo spinale, operano nelle USU per offrire le loro competenze allo scopo di mettere la persona con disabilità in condizione di realizzare, per quanto possibile, una vita in autonomia. 

Studi recenti hanno accertato che ogni anno i nuovi casi di lesioni midollari in Italia sono circa 1200, ma che l'offerta di posti letto dedicati alla loro cura è di 752. Il 30% dei nuovi casi, ancora oggi, non riceverà cure appropriate. 

In Italia lo sforzo di tutti è quello di realizzare altre unità spinali unipolari perché in tutte le regioni sia offerta la possibilità di usufruire di un centro esperto. 

In Piemonte ci sono circa 4500 persone con lesione midollare e 100 nuovi casi l'anno. L'USU di Torino, allo stato attuale prende in carico non più di 40 casi l'anno.

In queste condizioni che senso ha pensare di smantellare l'Unità Spinale Unipolare del CTO di Torino, avviata, pur in modo ancora incompleto, da appena tre anni ?

Noi denunciamo la direzione dell'Azienda Ospedaliera CTO e della USU che, non essendo stata in grado di utilizzare al meglio l'attuale struttura, dopo aver deciso due anni or sono di destinare ad altra attività una metà del quarto piano del nuovo presidio, offre ora quel che rimane dei posti letto lasciati vuoti ai transfughi dell'ospedale Maria Adelaide, che dovrebbe essere progressivamente svuotato. 

L'attuale USU diventerebbe così un grande contenitore per tante generiche attività di riabilitazione: ci domandiamo dove andrà a finire il paradigma dell'unipolarità attorno cui avrebbero dovuto ruotare specializzazioni professionali dedicate al progetto di cura integrata delle persone con lesione midollare.

L'associazione Coordinamento Para tetraplegici che ha legato la propria storia a quella del primo centro spinale, del centro di riabilitazione funzionale e poi dell'unità spinale unipolare non avvallerà certo l'abbassamento di livello della cura della mielolesione che una simile involuzione comporta. 

Si chiede se gli operatori che in tanti anni hanno condiviso gli sforzi per la costruzione di un centro esperto siano oggi disponibili alla svendita di tale progetto condiviso. 

Chiediamo alle organizzazioni sindacali, agli operatori professionali ed ai medici di esprimersi in merito alla situazione se sono ancora convinti dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'attualità dell' Unità Spinale Unipolare di Torino.

 Diffidiamo la direzione generale dell'Azienda Ospedaliera dal prendere decisioni in merito all'utilizzo della struttura di via Zuretti 24, ora sede dell'USU, che ne allontanino la destinazione dal progetto iniziale. 

Chiediamo all'amministrazione regionale ed alla direzione generale, come facciamo da anni, un piano per la piena messa a regime dell' Unità Spinale Unipolare di Torino, ed il potenziamento degli interventi a favore delle persone con lesione midollare, viventi nella regione Piemonte.

Il Consiglio Direttivo dell'associazione Coordinamento Paratetraplegici

Torino, 19 maggio 2011

 

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