Riceviamo e pubblichiamo

 

Cari/e,

vi propongo un riassunto degli aspetti negativi del mio viaggio a Londra (rimandando a momenti più ameni la descrizione di quelli positivi). Vorrei vostri consigli su quali azioni – anche legali – intraprendere.

Una settimana prima della partenza avevo avvisato Sadem/Autostradale, la ditta che copre la tratta Torino-Malpensa, perché inserissero un pullman accessibile il 6 ottobre, ore 11.00, e il 13, ore 18.00. Mi era stata data conferma via mail della predisposizione del servizio. Peccato però che il 6, nella corsa delle 11, Autostradale abbia “dimenticato” il bus accessibile…. Alla fine l’autista (molto disponibile, va detto) mi ha presa in braccio e portata su per i 4 gradini e la sedia è stata caricata nel vano valigie; ma cosa sarebbe successo se io o la mia sedia fossimo state più pesanti o se l’autista avesse avuto mal di schiena? Autostradale, fra l’altro, come forse alcuni di voi ricorderanno, era già stata protagonista di un altro esempio di malfunzionamento: a novembre aveva sì predisposto un bus con rampa, che però l’autista non sapeva utilizzare. Allora mi era stato garantito dalla dirigenza della ditta che la cosa non si sarebbe ripetuta: e infatti questa volta è stato molto peggio!

A Malpensa, poi, sia all’andata sia  al ritorno, e sotto i nostri occhi, hanno danneggiato la sedia: parti piccole, per fortuna, ma per le quali ho rischiato di non potermi più muovere. Il fatto è gravissimo, anche prescindendo dal mio caso specifico: non è pensabile che le sedie a rotelle vengano maneggiate come valigie, con tanta noncuranza e incompetenza (non erano neppure in grado di togliere il freno alla sedia). Fa rabbia poi che tanta incompetenza si riscontri soltanto a Malpensa, mentre gli addetti degli aeroporti esteri mostrano grande professionalità (a partire dalle tante domande – competenti! – sulle caratteristiche della sedia).

Infine la camera dell’hotel, che mi era stato assicurato essere una camera per disabili (ho scritto più volte per averne conferma), non lo era, anzi aveva addirittura la vasca invece della doccia. Naturalmente la direzione dell’hotel lo ha ammesso, ma non è stata in grado di fornirmi alternative e la camera per disabili, posto che esistesse, non mi è stata mai neppure mostrata (era occupata, hanno detto). Come “risarcimento danni” ci hanno tolto la prima notte, ma, come sempre, la cosa è più grave: come possono, con tanta leggerezza, assicurarti un certo servizio e poi non dartelo? Tanto più che qui non si tratta di vista sul giardino piuttosto che sul cortile, ma della possibilità di andare in bagno: una persona impossibilitata a deambulare su quel wc – posto dietro la porta – non sarebbe mai arrivata a sedersi, impossibile affiancare la sedia…

La cosa sconvolgente, in tutti questi eventi, è che le persone con cui ti lamenti non sono mai responsabili: non lo è l’autista, non lo è la receptionist, non lo è l’addetta al check-in. Vero, ma sarà mai possibile parlare con qualcuno che responsabile lo sia? Sono davvero stufa.

Cosa si può fare? Io manderò varie mail di protesta, ma vorrei fare qualcosa di più incisivo: come CP, in quanto associazione di tutela, e/o per vie legali.

Aspetto vostre indicazioni. Grazie,

Elisa

 

articoli correlati

andata e ritorno da Malpensa/