Riceviamo e pubblichiamo

 

Caro presidente del Coordinamento Paratetraplegici,
ti mando un piccolo riassunto di ciò che è accaduto in occasione del mio tentativo di ritirare la mia pensione venerdì scorso senza accompagnanti, badanti o delegati, credo che la discriminazione sia evidente, vorrei procedere e se possibile non solo attraverso lo strumento della legge 67.Ti saluto

I fatti:
(...)

sono tetraplegico dal 1991 a causa di incidente,
titolare di pensione di invalidità civile con indennità di accompagnamento,
riconosciuto nel 1998 in situazione di gravità con abolita capacità motoria ai sensi del primo comma dell'articolo tre della legge 104 .

Non sono capace di alcun movimento delle mani, dei polsi o delle braccia. Non sono in grado di camminare.

La mia pensione più l'assegno di accompagnamento sono disponibili ogni mese presso l'ufficio postale di via Bruino a Torino e vengono ritirati da mia madre da me delegata presso l'Inps. Per sopravvenute difficoltà di mia madre ottantunenne ho deciso di recarmi personalmente presso l'ufficio postale di via Bruino a ritirare la mia pensione. Nelle prime due occasioni, a luglio e ad agosto di quest'anno, i funzionari dell'ufficio postale hanno sollevato il problema della mia incapacità a firmare la ricevuta di pagamento, ma ugualmente la pensione e l'indennità di accompagnamento mi sono state consegnate. Mi hanno informato che avrebbero chiarito, presso gli uffici centrali, quale avrebbe dovuto essere la procedura più corretta per il ritiro della pensione con l'assicurazione che in ogni caso non poteva sussistere alcun reale impedimento, essendone io il titolare e presentandomi con i documenti validi.

Il 10 settembre 2010 mi sono recato all'ufficio postale di via Bruino con il mio libretto di pensione e con la carta di identità vigente e recante la scritta "impossibilitato alla firma", il funzionario mi ha informato che in base alle disposizioni ricevute, per un regolamento interno delle poste italiane, non essendo io in grado di apporre la mia firma e non avendo due testimoni che potessero certificare la mia identità, la mia pensione non mi sarebbe stata consegnata, come è avvenuto.

Alcune precisazioni:

- i funzionari dell'ufficio postale di via Bruino conoscono la mia identità e non s'intende perché dovrebbe essere certificata in ogni occasione;

- l'ipotesi di una soluzione ragionevole attraverso l'apertura di un deposito presso il Banco posta presenta difficoltà ancora maggiori sempre per la mia impossibilità a firmare (per esempio mi negherebbero il libretto degli assegni, la carta di credito eccetera)

lettera firmata


Buongiorno.

In questi giorni mi trovo a dover affrontare dei problemi “ burocratici “ che mi lasciano a dir poco allibita!!!

Preambolo – Mio padre il 24/08/2005 ha avuto un gravissimo incidente sul lavoro dal quale fortunatamente è uscito vivo, ma con gravi postumi….basta dire che è stato riconosciuto invalido al 100%. Papà percepisce un rendita INAIL che gli viene  versata su un libretto bancario cointestato a lui e a mia madre (con firma disgiunta)

L’anno prossimo papà inizierà a percepire anche la pensione di vecchiaia, ma la Banca ci ha detto che non potranno versare tale pensione sullo stesso libretto, in quanto papà dovrebbe firmare,  cosa che papà non può fare  (sulla carta d’identità risulta la dicitura “ impossibilitato a firmare”)

OK, allora  mi metto a riflettere…. Papà ha solo quel libretto di deposito, non ha conti correnti postali/bancari su cui possa essere effettuato il versamento da parte dell’INPS…quindi??? L’INPS non paga “cash” le pensioni ….deve ovviamente versare su un qualche conto corrente o libretto di deposito che sia. Per aprire un conto corrente occorre firmare..MA PAPA’ NON PUO’ FIRMARE!!!!

Conclusione : PAPA’ APPARENTEMENTE (SPERO CHE L’AVVERBIO SIA EFFETTIVO) NON PUO’ INCASSARE  LA PROPRIA PENSIONE!!!

Perché o è così oppure deve esserci una soluzione alternativa…

(…)

Spesso mi sono sentita dire che l’unica soluzione è l’interdizione, oppure la tutela giuridica, oppure  la curatela, oppure ancora l’amministrazione di sostegno

(…)

Come si possono sbandierare i diritti delle persone disabili da una parte e dall’altra, per permettere che gli stessi diritti vengano riconosciuti, “obbligare”  ops..scusate …. “consigliare” ai familiari questa  scelta pesantissima?? Sì, perché non ti obbliga nessuno ad interdire una persona disabile, ma, se non lo fai, ad ogni angolo c’è un problema contro cui ti andrai a schiantare….

(…)

Il mio è uno sfogo tanto inutile, quanto assurdo…ma papà sarebbe fiero di me, lo so!!!!!

Lettera firmata

 

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